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Condottiero
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Un mwegcondottiero è una persona che guida un mwewesercito o un mwfapopolo. Il termine ha forte utilizzo e connotazione mwfqmilitare, ma il ruolo ha a volte acquisito, nel corso della storia, anche funzioni mwfgpolitiche e mwfwreligiose.

Contents

Storia
Arte
Note

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Storia

Età antica

Grecia

Nella mwhqGrecia classica la figura del condottiero aveva un ruolo assai influente nel popolo. I primi grandi capi militari spuntarono durante la mwhgPrima guerra persiana. I comandanti politici greci erano mwhwMilziade e mwiaCallimaco di Afidna, mentre l'esercito persiano era diretto da mwiqDario I. Sebbene i persiani fossero assai superiori di numero, l'esercito greco, composto da mwigopliti, sbaragliò i nemici nel mwiw490 a.C. a mwjaMaratona dove colse una grande vittoria. Lo stesso avvenne una decina di anni più tardi quando il figlio di Dario, mwjqSerse, organizzò una nuova e più potente spedizione che contava decine di migliaia di uomini.

Dato che la Grecia era divisa in varie parti in contrasto l'una con l'altra, solo il re spartano mwlqLeonida volle sacrificarsi con 300 uomini per ritardare di qualche giorno l'avanzata nemica. La battaglia si svolse nei pressi delle mwlgTermopili nel mwlw480 a.C., con la sconfitta e il massacro dell'esercito spartano, ma poco dopo ci fu la vittoria della flotta ateniese, condotta da mwmaTemistocle, nell'isola di mwmqSalamina, nel mwmg479 a.C. Successivamente si ricordano gli strateghi mwmwPericle ed mwnaAlcibiade, protagonisti della mwnqGuerra del Peloponneso. Il primo, instauratore della democrazia ad mwngAtene, morì a causa della peste nel mwnw429 a.C. e il comando dell'esercito contro gli spartani fu dato ad mwoaAlcibiade. Sebbene questi stesse per vincere i nemici nell'assedio di mwoqSiracusa, fu costretto a rientrare in patria a causa della mutilazione di alcune statue dedicate ad mwogErmes, il dio messaggero. Ripudiato dagli ateniesi, Alcibiade preferì schierarsi dalla parte opposta, al fianco degli spartani, e gli ateniesi rimasti in mwowSicilia furono catturati e mandati a morire nella mwpaLatomia.

Nel IV secolo avanti Cristo visse il più grande condottiero del mondo antico occidentale, il re di Macedonia mwqwAlessandro Magno. Egli, dopo la morte del padre mwraFilippo, fu costretto a reprimere la ribellione di mwrqTebe. Sconfitti i nemici, Alessandro bramava qualcosa di più grande dell'unione dell'intera Grecia con la mwrgMacedonia: la conquista dell'intera mwrwPersia. Il suo progetto era di deporre il sovrano mwsaDario III, affinché vi fosse un unico legame indistruttibile di cultura, scambi commerciali, letteratura e religione tra i due stati. La spedizione sembrava quasi impossibile, ma Alessandro, grazie anche alla collaborazione di alcuni abili luogotenenti come mwsqEfestione, mwsgParmenione, mwswPerdicca, mwtaCassandro, mwtqClito il Nero, mwtgPoliperconte e mwtwNearco, sconfisse nelle battaglie del mwuaGranico, di mwuqIsso e di mwugGaugamela l'enorme esercito nemico; Dario fu ucciso poi da un gruppo di congiurati persiani e il condottiero macedone riuscì a provocare il crollo dell'immenso Impero persiano. Egli organizzò subito la sua conquista e installò la nuova capitale a mwuwBabilonia.

Alessandro continuò la sua infaticabile opera di conquista raggiungendo le estreme propaggini dell'impero persiano ed entrando in India; solo la morte prematura interruppe la sua azione di conquistatore e unificatore dell'oriente ellenistico. Per le sue imprese quasi leggendarie, la sua breve e incredibile vita e per la sua affascinante personalità di conquistatore, Alessandro Magno entrò subito nel mito, grazie anche all'opera di divulgazione di una serie di storici e testimoni delle sue imprese. Egli ancora oggi rimane l'mwvqarchetipo del condottiero vittorioso.

Antica Roma

Tra le più importanti figure di condottieri dell'età romana vi sono, oltre al cartaginese mwwaAnnibale Barca, il più grande nemico di Roma, mwwqPublio Cornelio Scipione Africano, mwwgGaio Mario, mwwwGneo Pompeo Magno, mwxaMarco Antonio e soprattutto mwxqGaio Giulio Cesare.

Publio Cornelio Scipione, vissuto nel mwzaIII secolo a.C., fu comandante dell'esercito romano contro quello cartaginese nella fase finale della mwzqseconda guerra punica, iniziata con l'invasione dell'Italia da parte dell'esercito cartaginese guidato da Annibale Barca. Annibale, che odiava mwzgRoma a causa della sconfitta precedente del padre mwzwAmilcare nella mwaaprima guerra punica, era un generale di doti straordinarie e all'inizio ottenne una serie di nette vittorie: l'esercito romano subì pesanti sconfitte sul fiume Trebbia, sul Lago Trasimeno e a Canne. Grande stratega dotato di estrema abilità tattica, Annibale continuò per oltre quindici anni a combattere in Italia senza subire sconfitte, intimorendo con il suo prestigio e la sua impressionante reputazione i comandanti dei numerosi eserciti romani che furono impegnati contro di lui. Tutti gli storici antichi e moderni hanno espresso grande ammirazione per le qualità di condottiero di Annibale; alcuni lo ritengono il più grande generale dell'antichità. I Romani riuscirono comunque a prolungare la guerra e a fiaccare lentamente l'esercito di Annibale con una tattica di logoramento. Le sorti della guerra volsero a favore dei romani dal mwaq208 a.C. con le vittorie di Scipione in Spagna contro i luogotenenti di Annibale; infine nel mwag202 a.C. Scipione vinse contro lo stesso condottiero cartaginese in Africa la decisiva mwawbattaglia di Zama, per questo successo ricevette il titolo di "Africano". Sebbene odiasse i nemici, Scipione mostrava molta mwbamwbqhumanitas nei loro confronti. Era un uomo molto colto e amante della letteratura sia latina che estera, tanto che creò a Roma il mwbgCircolo degli Scipioni, composto da lui e da eruditi, come mwbwQuinto Ennio, mwcaLucilio e mwcqPublio Terenzio Afro, il commediografo.

Nel I secolo a.C., per oltre trent'anni la personalità più prestigiosa e potente di Roma fu mwcwGneo Pompeo Magno, che i contemporanei giunsero a definire l'"Alessandro romano"cite-ref-1[1]. Fino all'avvento di Giulio Cesare, Pompeo sembrò possedere tutte le doti dei più grandi condottieri; egli, dopo essersi rivelato poco più che ventenne combattendo con abilità come luogotenente di mweaLucio Cornelio Silla, ricevette per tre volte gli onori del mweqtrionfo. Organizzò dall'mweg83 al mwew62 a.C. una quasi ininterrotta serie di campagne vittoriose in tre continenti; estese il dominio di Roma in Oriente e recuperò il controllo del Mediterraneo. Dal punto di vista militare, Pompeo dimostrò grande capacità organizzativa, prudenza, notevole abilità strategica, combattività ed energia personale; in alcune occasioni seppe anche dirigere le operazioni con grande rapidità e decisionecite-ref-2[2].

Giulio Cesare, vissuto nel mwhgI secolo a.C., dimostrò le sue grandi doti di condottiero in età già matura dopo una giovinezza irrequieta che non sembrava preludere a grandi successi militari o politici. La sua campagna di guerra più famosa fu la difficile mwhwconquista della Gallia, durata dal mwia58 a.C. al mwiq51 a.C. Dapprima Cesare, prendendo a pretesto spostamenti di popolazioni che sembravano mettere in pericolo la mwigGallia Narbonense, attaccò e vinse gli mwiwElvezi, quindi i mwjaBelgi; infine respinse mwjqGermani e si rese autore di due incursioni contro i mwjgBritanni. Nel mwjw52 a.C. dovette affrontare la grande rivolta gallica guidata da mwkaVercingetorige che sconfisse nella decisiva mwkqbattaglia di Alesia. Anche Cesare, come Scipione, non riteneva il popolo nemico rozzo ed inferiore, anzi, era talmente attirato dalle sue usanze e tecniche di combattimento e di difesa che annotò tutta la sua quasi decennale spedizione in un diario di guerra: mwkgmwkwCommentarii de bello Gallico.

Cesare dopo la conquista della Gallia fu il protagonista della guerra fratricida contro il suo rivale mwlqGneo Pompeo, anche questa descritta nella sua opera mwlgmwlwCommentarii de bello civili. La guerra durò dal mwma49 a.C. fino al mwmq45 a.C. e si estesa dalla Grecia, dove venne sconfitto Pompeo, all'Africa, all'Egitto e alla Spagna, dove Cesare ottenne la vittoria finale nella mwmgbattaglia di Munda. Cesare non fu solo un abile condottiero ma soprattutto divenne l'uomo politico dominante a Roma; fu varie volte eletto mwmwconsole ed infine mwnadittatore a vita. Sebbene vivesse ancora nell'mwnqEtà repubblicana, Cesare sembrava intenzionato a ripristinare la mwngmonarchia o una forma di potere personale assoluto; questa sua tendenza politica autoritaria provocò la formazione di una congiura di suoi avversari politici che lo assassinarono nel mwnw44 a.C., alle mwoaidi di marzo; i principali congiurati erano mwoqMarco Giunio Bruto e mwogGaio Cassio Longino.

mwqqMarco Antonio, luogotenente fidato di Cesare durante le campagne in Gallia e la guerra civile, prese il controllo dell'esercito dopo la sua morte ed insieme a mwqgMarco Emilio Lepido e al futuro imperatore mwqwAugusto, costituì il mwraSecondo triumvirato (il primo era stato fondato da Cesare, Pompeo e mwrqCrasso), che rimase operativo per circa dieci anni fino alla rottura politica finale tra Antonio e Ottaviano. Antonio dimostrò le sue doti di condottiero nella mwrgguerra di Modena e soprattutto nella mwrwbattaglia di Filippi contro i cesaricidi. Dopo molte vicissitudini e il fallimento della sua ambiziosa mwsacampagna militare in Oriente, Antonio ruppe definitivamente con Ottaviano. L'ostilità tra i due contendenti si spostò fino in mwsqEgitto, ad Alessandria, dove Antonio si trasferì per un periodo presso mwsgCleopatra, di cui divenne anche amante. Ottaviano e Antonio si affrontarono nell'ultima guerra civile nel 31 a.C.; Ottaviano ebbe la meglio definitivamente nella mwswbattaglia di Azio nel mwta31 a.C., portando il nemico al suicidio un anno dopo assieme alla regina egiziana. Marco Antonio, descritto come un uomo dalla notevole prestanza e vigoria fisica, in generale è stato fortemente criticato dagli storici antichi dell'età imperiale fedeli all'impostazione storica promossa da Augusto; egli è stato quindi descritto come un uomo dedito ai piaceri, lussurioso, smodato, stravagante, succube di Cleopatra, pronto a cedere il dominio di Roma ai corrotti popoli d'Oriente. La storiografia moderna, soprattutto a partire dall'opera di mwtqRonald Syme ha in parte rivalutato la figura di Marco Antonio; pur non negando gli eccessi della sua vita privata e i suoi comportamenti a volte incoerenti, gli studiosi lo ritengono condottiero dalle ottime qualità militari, energico e determinato, e un politico a volte spietato ma meno subdolo, astuto e mistificatore di Cesare Ottaviano.

Durante il Basso Impero, fecero una grande carriera militare numerosi personaggi di origine germanica. A questo periodo appartiene anche il condottiero inglese mwtwConan Meriadoc, che dopo tutta una serie di imprese militari abiurò il paganesimo per sposare in prime nozze una sua parente cristiana, mwuaOrsola, figlia di mwuqDionoto, uno dei tanti governatori dell'mwugamministrazione romana in mwuwBritannia. Così egli divenne il primo re cristiano di Bretagna (il secondo invece nelle fonti che presentano il suocero Dionoto come sovrano della regione in questione).

Età medievale

Europa

Nei primi due secoli del secondo millennio d.C. si formarono eserciti mercenari voluti dal mwyqPapa per combattere gli "infedeli" mwygmusulmani ed mwywarabi in mwzaTerra santa. Queste spedizioni furono chiamate "mwzqcrociate" e in tutto nella storia ce ne furono 8.

A partire dal mwzwXIV secolo, complici i tumulti dell'epoca, si assiste negli stati italiani alla formazione di vere e proprie "scuole militari" che fanno raggiungere all'arte bellica notevoli progressi strategici e tattici. Tali scuole vengono definite mw0acompagnie di ventura ed ognuna di loro ha a capo, per l'appunto, un mw0qcapitano di ventura. I soldati che vi facevano parte venivano detti mw0gsoldati di ventura, e per la maggior parte erano mw0wmercenari, ovvero militavano per colui che era in grado di offrirgli il più alto compenso economico, al fine esclusivo di trarne un vantaggio per il proprio tornaconto. Data la numerosità dei soldati, la compagnia era divisa in varie schiere, ognuna guidata da uno o più militi di maggior esperienza ed abilità, detti condottieri, sottoposti a loro volta al capitano di ventura. Più precisamente il termine "condottiero" prende il nome dalla "mw1acondotta", cioè dal contratto che stipulava l'uomo d'arme con un governo per mettersi al suo servizio.

Tra le prime compagnie di ventura si segnalano la mw1gmw1wCompagnia della Colomba, formatasi nel mw2a1333, nella quale si riunirono soldati provenienti da mw2qPerugia e da mw2gArezzo, e la mw2wmw3aCompagnia di San Giorgio, nata sei anni dopo con mw3qLodrisio Visconti e rifondata nel mw3g1377 da mw3wAlberico da Barbiano. Nel mw4a1347 il condottiero e politico mw4qCola di Rienzo favorì lo sviluppo dell'esercito militare semi-nazionale con la nascita della mw4gmw4wCompagnia Bianca, una congregazione composta da oltre trentamila membri. Fino a quel tempo gran parte degli eserciti era costituito da soldati stranieri o prigionieri di guerra, ora l'esercito pian piano cominciava a diventare nazionale, ovvero formato da soldati quasi tutti provenienti dall'mw5aItalia. Ma spesso accadeva che questi nuovi comandanti si ribellavano contro il loro signore, come accadde con la nobile stirpe ungherese dei Landau, il cui maggior esponente fu il mw5qConte Lando, deposta dai comandanti mw5gAlberto Sterz e mw5wGiovanni Acuto, sempre riferito da Machiavelli nel suo trattato mw6amw6qIl principe. Nel frattempo, fino alla fine del mw6gXV secolo, in Italia e in Europa, continuarono a svilupparsi nuove società militari, come la più famosa mw6wSocietà della Rosa (o mw7amw7qCompagnia della Rosa), diretta da mw7gGiovanni da Buscareto e mw7wBartolomeo Gonzaga.

In seguito molti capitani e comandanti cominciarono a considerare inutile l'atto eroico di gettarsi in battaglia, col rischio di morire, e cominciarono a riconsiderare la "scienza militare", cercando di vincere le guerre con l'astuzia. Vi furono anche certi comandanti che, divenendo molto potenti, rovesciarono i loro padroni per prendere il controllo delle terre e delle città: questi furono ad esempio mw8qBraccio da Montone e mw8gMuzio Attendolo Sforza. Con questi gli eserciti si modernizzarono, adottando quasi tutti nuove tecniche di combattimento e strategie militari (mw8wNiccolò Machiavelli, approfondendo questo cambiamento, scriverà nel mw9aXVI secolo il trattato mw9qmw9gArte della guerra); alle soglie del mw9wRinascimento, ormai gli esiti delle battaglie contavano un numero minore di perdite sia umane che degli strumenti di guerra.

Tra i più noti condottieri e capitani di ventura dell'epoca, si ricordano, in ordine alfabetico e per periodo storico:

• XV secolo:


Caldora: mwas8Antonio Caldora, mwataJacopo Caldora.

Colonna: mwatiLudovico Colonna, mwatmOdoardo Colonna.









Asia

Dal Rinascimento al Settecento


Dopo i casi famosi di mway0Muzio Attendolo e mway4Bartolomeo Colleoni, nella seconda metà del XV secolo primo condottiero d'Italia fu unanimemente considerato mway8Roberto Sanseverino d'Aragona, che condizionò profondamente la politica italiana e che morì in battaglia nel 1487 all'età di settant'anni.cite-ref-2-3-0[3] I suoi figli, quasi tutti condottieri, godettero di grande considerazione. Fra questi spiccava il bellicosissimo mwazqGaspare, soprannominato Fracasso per la sua furia bellica, e definito dai contemporanei "quasi un altro mwazuMarte e fulgore in battaglia",cite-ref-4[4] nonché "nuovo mwazoAchille".cite-ref-5[5]

Un altro grande condottiero vissuto in età rinascimentale fu anche mwaauCesare Borgia, figlio di mwaayPapa Alessandro VI. Questi contando sull'appoggio politico ed episcopale del padre e sull'alleanza con mwaacLuigi XII di Francia, conquistò l'intera mwaagEmilia-Romagna e tutte le sue città più importanti tra il mwaak1499 e il mwaao1503, ottenendo un intero principato. Tuttavia si rese protagonista di molte congiure culminate con omicidi. Dopo la morte di Alessandro VI, tutti i problemi e i nemici del pontefice si ripercossero sul figlio, che dapprima cadde sconfitto nelle battaglie di mwaasPisa, mwaawSiena e mwaa0Lucca, per poi venire ostacolato dal nemico mwaa4Papa Giulio II. Battuto anche a mwaa8Napoli, Cesare rimase infine ucciso in un'altra battaglia, avvenuta nel mwaba1507.

Dalla fine del Cinquecento e all'inizio del Seicento in mwabiItalia la figura del condottiero pian piano cominciò a volgere verso un lento ma costante declino. Il modello del perfetto condottiero ormai era diventato un sogno, come confermato anche da mwabmNiccolò Machiavelli ne mwabqmwabuIl principe, dato che gli attuali capitani si abbandonavano solo alla gozzoviglia, all'imbroglio e si vendevano a chi offriva loro più servigi. Il codice cavalleresco che si trova nei romanzi d'avventura e nelle leggende, come quella di mwabyRe Artù, è cambiato completamente e i capitani, piuttosto che uccidere i nemici, si limitavano a catturarli solo per avere maggiori informazioni, per poi lasciarli liberi.

Tra il mwabg1550 e la metà del Settecento ci furono mwabkAmbrogio Spinola, il mwaboMedeghino e mwabsRaimondo Montecuccoli. Successivamente la carica sparì quasi del tutto: attualmente permane solo quella della mwabwGuardia svizzera pontificia in mwab0Città del Vaticano, scorta del mwab4Papa.

Letteratura e cinema

I poemi classici

Sono soprattutto i poemi epici classici, come l'mwacsIliade e l'mwacwEneide, a darci informazioni sui mitologici "signori della guerra", per lo più re o principi.

Nell'Iliade ogni condottiero acheo è detto mwac4wanax o mwac8mwadaanax, parola corrispondente alla forma micenea mwadewa.na.ka, designante un personaggio che è al tempo stesso un'autorità politica, militare e religiosa: a lui è dunque dato di officiare culti, e in questo può essere affiancato da sacerdoti che sono invece privi di dignità regale. Emblematico in tal senso è il libro XXIII del poema omerico, in cui mwadiAchille guida personalmente il rito funebre dell'amico mwadmPatroclo, culminante con lo sgozzamento di dodici giovani prigionieri. Nulla del genere si registra per i troiani e i loro alleati: non figura infatti tra i loro condottieri alcun sacerdote, in quanto gli addetti ai culti combattono in qualità di soldati semplici, mentre l'unico personaggio indicato come mwadqanax è il vecchio re troiano mwaduPriamo, il quale tuttavia non prende parte ai combattimenti. Inoltre alla guida dei vari contingenti alleati dei troiani è possibile scorgere anche diversi nobili senza corona. Non vi sono ulteriori differenze tra i comandanti achei e quelli dello schieramento opposto: ognuno di essi guida un grande contingente di uomini, combatte su un carro e ha alcune persone al proprio servizio, solitamente molto giovani: un mwadyauriga, uno mwadcscudiero (in certi casi le due mansioni vengono esercitate da un'unica persona), uno o più mwadgaraldi, nonché alcuni servi.

Nell'Eneide la guerra vede da una parte i troiani guidati da mwadoEnea e l'esercito italico di mwadsTurno: in aiuto di Enea si muovono diversi re etruschi, uno dei quali, Asila, è anche augure; i soli altri suoi alleati sono il principe arcade mwadwPallante e i due sovrani dei mwad0Liguri, mwad4Cunaro e mwad8Cupavone. I condottieri dell'esercito italico appartengono a varie popolazioni: tra di loro vi sono re, principi e aristocratici vari. Anche qui vi è un re-augure, mwaeaRamnete (non è nota la provenienza): nella rassegna dei capi è presente pure un altro sacerdote, il marso mwaeeUmbrone, inviato dal re Archippo. Per quanto riguarda i mwaeiRutuli, ovvero i sudditi di Turno, si deve notare come essi non siano sottoposti direttamente al loro sovrano, ma militino in vari corpi armati, ognuno dei quali è retto da un condottiero in seconda, tra i quali troviamo mwaemAnteo, mwaeqLuca, mwaeuVolcente, Atina, mwaeyRemo: quest'ultimo è accompagnato da uno scudiero e da un auriga, proprio come i capi militari dell'Iliade.

La Bibbia

Le figure bibliche di condottieri sono numerose, e tutte presenti nell'Antico Testamento, sia tra gli Ebrei sia tra i loro nemici. mwafaMosè e mwafeGiosuè sono di fatto capi militari che guidano i figli d'Israele nel lungo viaggio verso la mwafiTerra promessa, dovendo armarsi contro molte popolazioni ostili. Dopo l'insediamento in mwafmPalestina gli Ebrei saranno chiamati a difendere i loro territori tramite i cosiddetti Giudici, veri e propri condottieri con poteri anche civili e religiosi, ispirati da Dio: fra i più noti si ricordano mwafqOtniel, mwafuGedeone, mwafyIefte, mwafcSansone e la profetessa mwafgDebora.

La Scrittura non tralascia di delineare le personalità dei condottieri nemici, tendendo a evidenziare le loro nature violente con la sola eccezione costituita dal giovane mwafoSisara (o Sisera), mercenario alla guida di un esercito di 900 carri da guerra per conto del re cananeo Iabin: originario forse della Sardegna, Sisara viveva con la madre vedova, prendendosi cura di lei tra una campagna militare e l'altra. Sotto la guida di Debora e mwafsBarac, due dei Giudici, gli Ebrei pongono fine all'invincibilità di Sisara, dopo uno scontro nei pressi del monte Tabor.

Letteratura medievale

Dopo la mwagmcaduta dell'Impero romano d'Occidente nel mwagq476, ci fu un periodo di grande crisi, depressione ed arretratezza sia politica che culturale, costituita spesso da invasioni e rivolte di vari popoli dell'mwaguEuropa. La figura del condottiero da quell'epoca fino agli albori del mwagy1000 divenne simbolo di leggende e di racconti popolari. Infatti il personaggio si trasformò nel mwagccavaliere errante e alla ricerca di avventure, di nemici da sconfiggere, di mostri da uccidere e di belle dame da proteggere. I suoi valori maggiori erano l'onestà, il coraggio, la temperanza, la determinazione, la forza e, ultimo ma non meno importante, la fedeltà verso il proprio signore o re. Due grandi esempi in questo periodo furono il paladino mwaggRolando (oppure Orlando), personaggio probabilmente reale, protagonista della mwagkmwagoChanson de Roland, ed il cavaliere mwagsArtù.

Il primo era al servizio del re francese mwag0Carlo Magno, quindi durante la seconda metà del mwag4700, ed aveva tutte le caratteristiche del buon cavaliere. Rolando si dimostrava sempre degno di fiducia e conduceva in ogni assedio il suo esercito alla vittoria. Sebbene fosse morto per inganno durante il ritorno dalla battaglia di mwag8Roncisvalle, Rolando dimostrò al re grande determinazione e coraggio, resistendo strenuamente e coraggiosamente fino all'ultimo nell'imboscata tesa dai nemici mwahaSaraceni.

Re Artù, originario della mwahiBretagna, ma assolto nell'mwahmesercito romano per alcune spedizioni contro il suo popolo, dimostrò grande fedeltà non attaccando il suo padrone. Inoltre, sconfitto il nemico tedesco dei mwahqGoti, il quale minacciava l'mwahuImpero romano per la sua crudeltà e spietatezza, riuscì a conquistare la fiducia del suo popolo grazie all'amicizia con il mwahymago Merlino e alle nozze con la principessa mwahcGinevra. Successivamente Artù passò da condottiero dell'esercito romano a re del popolo britannico, governando con legge, giustizia e saggezza.

Derisione della figura del condottiero nella letteratura e nel cinema

Nella letteratura e successivamente nel cinema non è raro vedere messi in ridicolo soldati di ventura o capitani; l'intento è quello di ricalcare un'ironica e satirica, ma veritiera, rappresentazione della realtà attuale. Gli esempi più chiari sono la figura di mwahoDon Chisciotte della Mancia, capitano spagnolo errante e sfortunato che cerca nemici fittizi da sconfiggere, la nascita della maschera comica del mwahscapitano, uomo bello, robusto e pomposo, ma in realtà timoroso e imbelle, e infine il personaggio cinematografico di Brancaleone da Norcia nei film mwahwmwah0L'armata Brancaleone (mwah41966) e mwah8mwaiaBrancaleone alle crociate (mwaie1970), entrambi diretti dal regista mwaiiMario Monicelli.

Arte

• mwaiomwaisProfilo di capitano antico, disegno di mwaiwLeonardo da Vinci
• mwai4mwai8Il condottiere, dipinto di mwajaJean-Auguste-Dominique Ingres

Note

cite-note-11. Plutarco, mwajcVita di Pompeo, 2.
cite-note-22. J. Leach, mwajsPompeo, pp. 219-220.
cite-note-2-33. mwaj8Mattia Casiraghi, mwakamwakeROBERTO SANSEVERINO (1418-1487) UN GRANDE CONDOTTIERO DEL QUATTROCENTO TRA IL REGNO DI NAPOLI E IL DUCATO DI MILANO (mwakimwakmPDF), su mwakqair.unimi.it.
cite-note-44. mwakgMarino jun Sanuto, mwakkmwakoCommentarii della guerra di Ferrara tra 11 Viniziani ed il duca Erdole d'Este nel 1482 pubbl., p.mwaks 27.
cite-note-55. mwak8Bernardino Corio, mwalaL'Historia di Milano volgarmente scritta dall'eccellentiss. oratore M. Bernardino Corio, 1565, p.mwale 1000.

Bibliografia

• P. Calchi, mwaluHistoria Mediolanensis, Milano, 1627.
• mwalcLudovico Della Chiesa, mwalgHistorie del Piemonte, Torino, 1608.
• mwaloLudovico Della Chiesa, mwalsDe vita ac gestis marchionum salutiensium libellus, Torino, 1703.
• mwal0Pompeo Litta, mwal4mwal8Famiglie celebri italiane, Milano, 1834.

Voci correlate
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